Itinerario 5 - Monti Dauni Meridionali - Faeto - Parrocchiale
Faeto
Parrocchiale
Nel tardo Medioevo i tre paesi della Valmaggiore dipendono da un'unica parrocchia, con sede a Castelluccio e due rettorie a Celle e Faeto, dove il parroco o un suo vicario si reca solo in occasione di ricorrenze religiose.
La mancanza di adeguate vie di comunicazione, il rigido clima nella stagione invernale e il particolare idioma "franco-provenzale", usato esclusivamente nei due paesi periferici, causa un loro accentuato isolamento culturale.
Tutto ciò favorsce la diffusione dell'eresia valdese, proveniente dalle regioni ai confini con la Francia; risolta dal Sant'Uffizio verso la metà del 500 con un'energica azione repressiva in vari centri della Capitanata e del beneventano.
Appare, però, evidente che l'eresia ha preso piede anche per la trascuratezza del clero locale; così, con la bolla di papa Pio V, del 20 gennaio 1566, vengono finalmente istituite le parrocchie autonome di Faeto e Celle S. Vito.
La parrocchia di Faeto è dedicata al SS. Salvatore; probabilmente è la stessa intitolazione della chiesetta già esistente, derivata dall'omonimo nomastero benedettino, che sorgeva nelle vicinanze del paese.
Quando si decise di ampliare la chiesa, si utilizzano proprio i materiali prelevari dal diruto monastero, del quale non è rimasta alcuna traccia.
Fino al '700 abbiamo scarse notizie della chiesa; risulta che agli inizi del secolo viene benedetta la fonte battesimale e che nel 1778 la Congrega di S. Francesco provvede a sue spese ad ampliare l'edificio, costruendovi sul lato settentrionale una cappella dedicata all'Addolorata.
Non sappiamo quale fosse la posizione originaria della vecchia chiesa, ma sicuramente aveva l'ingresso rivolto verso l'interno del paese, cioè al contrario di quello attuale.
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