Crisi della balìa di Puglia
La decadenza della Balìa di Puglia fu anche un riflesso e conseguenza della crisi dell'Ordine, accentuatasi in Germania proprio in quel triste periodo del Regno di Napoli. Rallentatisi i rapporti che legavano la Balìa con la casa centrale, che fin dal sec. XIV si era trasferita a Marienburg, non mancarono nelle secondarie spiacevoli incidenti, malgrado le punizioni del Gran Maestro generale dell'Ordine, anzi essi si resero più frequenti sia per la rilassatezza della disciplina, che per il numero sempre più ristretto dei confratelli nelle piccole case.
A questo si aggiunsero le condizioni economiche, che non andavano troppo bene anche quando le case teutoniche furono sottoposte ad ispezioni e visite, ripetutesi più volte dal 1432 al 1449. Né giovò il frequente cambiamento di personale negli Uffici, durante quegli anni, per il buon andamento della stessa Balìa di Puglia, come per le altre regioni.
La potenza di quest'Ordine, divenuto in solo cinquant'anni così esteso, da assoggettarsi nell'Europa settentrionale la Prussia, la Livonia, la Pomerania, l'Estonia, la Lituania, la Lettonia, ed altre province confinanti fu tale, che oltre alla fondazione di parecchie città , come Elbing, Marienburg, Torn, Danzica e Koenigsberg, se ne possedevano ancora altre cinquanta, con circa quarantotto fortezze e ventimila villaggi.
Ma per questa stessa accresciuta potenza, l'Ordine era divenuto meno resistente alle forze disgregatrici interne, ossia mancanza di fervore e di spirito religioso che ebbe all'inizio con le Crociate.
Alla primitiva umiltà era subentrata la superbia e l'ambizione, e trascurata l'osservanza delle regole venne meno anche la disciplina. Le lotte intestine finirono con la scissione dei Cavalieri, che ebbe poi per conseguenza la formazione autonoma di tre rami in Germania, in Austria e in Francia.
La crisi divenne fatale con l'aspra guerra sostenuta contro la Polonia per un periodo di tredici anni (1454-1466).
Poche settimane dopo l'infelice pace di Thorn (1466), il Gran Maestro di Germania, in una seduta solenne nel castello di Koenigsberg, incorporava la balìa di Puglia con tutte le sue pertinenze e diritti al Procuratorato generale dell'Ordine teutonico in Roma, obbligando il Commendatore regionale e tutti i confratelli della Balìa a prestare la dovuta obbedienza al Procuratore generale, Jadoco Hogenstein.
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