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21 maggio 2007 - Festa dell'Ascensione

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un momento della cerimonia dell'AscensioneDomenica 20 maggio si è voluto rinverdire l’antica e commovente tradizione della festa dell’Ascensione nella chiesa abbaziale di San Leonardo di Siponto, dopo la breve interruzione degli ultimi due anni a causa del restauro dell’ex ospedale si è consolidata questa tradizione

che è stata ripresa con grande solennità il 18 maggio 1950 in occasione della riapertura al culto della chiesa grazie all’impegno del Canonico Teologo Don Silvestro Mastrobuoni.

Quest’anno la Festa dell’Ascensione ha visto una nutrita affluenza di fedeli e devoti, qui venuti per partecipare alla celebrazione della Solennità celebrata dal Rettore Don Antonio Di Candia, con la dedizione e lo zelo che lo contraddistinguono, durante l’omelia a illustrato ampiamente il senso liturgico dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù.

Il momento più bello e suggestivo di questa bella giornata e stato vissuto dopo la celebrazione eucaristica delle ore 18,00 è seguita la processione del SS. Sacramento in uno splendido scenario primaverile.

un momento della cerimonia dell'Ascensione un momento della cerimonia dell'Ascensione un momento della cerimonia dell'Ascensione

Mentre le campane suonavano, la processione ha cominciato il suo cammino con il SS. Sacramento e seguito da tutti i fedeli presenti. Usciti dall’ingresso principale, con canti e raccoglimento, si è accompagnato Gesù Eucaristia perchè benedicesse i campi e dopo aver affiancato l’ex ospedale del monastero, attraversando il viale, ci si è diretti al cancello della strada statale perché il Signore proteggesse i viandanti e usasse un particolare ricordo di clemenza per le numerose vittime della strada.

La processione si concludeva con la benedizione eucaristica ai presenti tra l’artistico portale nella cui lunetta troneggia l’immagine scolpita del Signore che sale al cielo tra gli angeli mentre presenta il libro della sua Parola con cui realizza la sua perenne presenza nella Chiesa fino alla consumazione dei secoli.

Continua così nel popolo sipontino (una volta in tutto il circondario) un antichissima tradizione.

Un tempo San Leonardo brulicava di greggi e di pastori, che confezionavano già prima, per offrirli durante la Festa, piccoli manufatti caseari, a cui davano la forma di cavallucci, treccine, porcellini e tarallucci che i bambini, ancora prima di mangiarli, sfoggiavano a mò di collane.

Il giorno della Celebrazione i pastori non cagliavano ed il latte  era offerto ai fedeli e pellegrini.