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Declino delle case della balìa

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Decadevano dal loro periodo di fioritura, intanto, le case di Barletta e di Brindisi, prima che si accentuasse la crisi per la casa di San Leonardo. La casa di Barletta, già sede del Komtur della Balìa di Puglia, mantenne ancora fino al principio del sec. XV una certa vita conventuale.

Nell'elenco di Kònigsberg — informa lo Schumacher— si menzionavano a quell'epoca cinque confratelli, tra i quali un sacerdote; e il libro dei conti di Vienna, negli anni 1433-1439 ricorda un herr, che viene indicato come Komtur. L'industria agricola era limitata alla coltivazione dei vigneti, i cui prodotti in parte erano venduti e in parte portati a San Leonardo.

L'importanza di questa casa consisteva nel fatto che essa era una stazione di passaggio per i confratelli e i visitatori che per via di mare venivano da Venezia.

Neppure la casa di Brindisi, che aveva goduto anche dei maggiori favori dell'imperatore Federico II, aveva più il suo antico splendore ed aveva perduto anche la sua importanza economica.
Nei rendiconti del 1448 s'incominciò a lamentare l'indebitamento dei precedenti amministratori, poiché fra le entrate e le uscite non si superavano i cento ducati.

Declinava anche la casa di Cometo, presso Ascoli Satriano, che per importanza industriale non era inferiore a quella di San Leonardo, ma che anzi la superava. Essa non aveva più una vita veramente conventuale; da quando Corneto era stata rovinata da re Carlo I d'Angiò, aveva preso il nome di Torre Alemanna (o La Manna).

Nel sec. XV v'erano tre soli confratelli ed un Komtur; poi un «castellano», dal nome tedesco, che d'altra parte non apparteneva all'Ordine. L'industria era però ancora importante, poiché possedeva ben 387 vitelli, 4355 pecore e 2025 suini: era pertanto considerata come una grande succursale di San Leonardo de le Matine. Avendo una serie di possedimenti, che risalivano alla concessione di Federico II, fatta a Melfi nel 1231, non vi mancavano col personale di servizio amministratori e procuratori, i quali assorbivano gran parte dei redditi, provenienti anche da altri piccoli lotti fruttiferi esistenti in Ascoli Satriano, Cerignola, Pescopagano, Calitri.