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Sulle orme degli antichi pellegrini

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GIUBILEI E PELLEGRINAGGI

Presso gli antichi Ebrei era detto "giubileo" l'anno sabbatico celebrato ogni cinquantesimo anno; era un anno straordinario rispetto a quello celebrato ordinariamente ogni sette anni.

Da diversi Testi dell'Antico Testamento si apprende che norme ben precise regolavano la ricorrenza dell’anno sabbatico: gli schiavi dovevano essere liberati, la terra lasciata incolta a favore dei poveri e ogni debito rimesso.

Al centro dell'attenzione di queste norme, quindi erano i bisognosi, ai quali sarebbero stati condonati i debiti e distribuiti i frutti spontanei dei campi lasciati a riposo: Il Signore chiedeva, dunque, che ogni sette anni tutto il suo popolo ritornasse a forme di vita arcaiche come ai tempi del deserto e dell’esodo, quando si abbandonava totalmente alla Divina Provvidenza.

Prescrizioni analoghe erano applicate anche l’anno del giubileo, che in questo modo riprendeva molti aspetti della realtà dell'anno sabbatico. Il giubileo ebraico è l'anno che segue sette cieli sabbatici: il nome deriva dall'ebraico yobel, il corno ritorto del montone che veniva fatto risuonare in Terra Santa nella solennità del Kippur o dell'Espiazione, quando gli Ebrei osservavano il digiuno assoluto di 24 ore, il 10° giorno d’ogni anno. Il termine si ricollega anche al latino Yubilum (gioia, allegria), ma questa, come le altre etimologie proposte, non è in contrapposizione con la prima già citata.

Chiare e semplici le norme da osservare alla fine d’ogni 49 anni, cioè durante l'anno giubilare: campi, né seminati né lavorati, in questo periodo straordinario dovevano ritornare ai loro possessori antichi ed originari, gli schiavi israeliti ottenevano la libertà e facevano ritorno alle loro famiglie dove avrebbero trovato la proprietà che era stata trasferita ad altri. Era come un immenso sabato del Signore: Lui avrebbe provveduto alle esigenze dei suoi figli.

Dedicato al culto e al riposo, il giubileo si basava sul principio secondo cui Dio è il solo padrone e l'uomo non può disporre a proprio piacimento dei beni a lui concessi. Innegabili i risvolti sociali, oltre che religiosi, del Giubileo: la restituzione dei terreni e delle case, la liberazione degli schiavi portavano alla ricostituzione del nucleo familiare com'era all'origine e all'uguaglianza di tutte le famiglie con la loro terra. In tal modo era tutelato il prossimo, quel prossimo sempre sfruttato dai prepotenti.

Nel testo greco dell’Antico Testamento il termine più importante relativo al giubileo divenne "afesis" ovvero "remissione" dei debiti e dei peccati; questo fu il termine che passo nel Medioevo Cristiano a significare la parola "giubileo". Simile al mercante che si metteva in viaggio per lucrare denari, fiorini e altri beni materiali, il pellegrino viaggiava per lucrare indulgenze, perdoni, remissione di peccati. Il pellegrinaggio, uno dei Caratteri fondamentali del Giubileo Cristiano, è una consuetudine molto antica, una pratica devozionale. "In Cristo Dio stesso si è fatto Pellegrino per venire ad incontrare l'uomo". Già nel Medioevo il pellegrinaggio ai luoghi di culto si configura come fenomeno di massa, soggetto a regole.

Semplice, improntato alla massima umiltà era l'abbigliamento del pellegrino: un mantello corto, brache di cuoio o di stoffa ricoprivano il suo corpo; un cappello di paglia o di feltro a falde larghe lo riparavano dal sole o dalla pioggia; una cintura di cuoio; robusti calzari o sandali completavano l'abbigliamento. Suoi "compagni" di viaggio una bisaccia e un ricurvo bastone detto "bordone" cui si attaccava una zucca seccata con l'acqua da bere. Sia il bordone sia la bisaccia avevano un valore simbolico: quest'ultima piccola e senza legacci, ricordava al pellegrino che doveva condividere tutto ciò che aveva con gli altri; il bordone, oltre che servirgli per appoggiarsi e difendersi da lupi, rappresentava la fede su cui sostenersi lungo il cammino. Raggiunta la meta, seguiva il tempo della purificazione. Il ritorno era caratterizzato dalle testimonianze dei luoghi visitati, da essi, infatti, il pellegrino riportava dei simboli: la palma da Gerusalemme, la conchiglia da Santiago, la medaglia della Veronica o di San Pietro da Roma.

Con il pellegrinaggio nel sec. X nacque anche il concetto d’Indulgenza. Infatti, la Chiesa di Roma nel Concilio di Rheims del 923-24 permise ai pentiti di riscattare le proprie penitenze attraverso una pratica alternativa o con un’offerta in denaro. Tale pratica si sviluppò con le Crociate allorché i Papi accordavano a chi si armava in difesa della Croce la completa remissione dei peccati.

Quando poi sorsero i santuari lungo le strade che portavano i Crociati in Terra Santa, il Papa concesse a questi luoghi sacri, le indulgenze parziali. La pratica dell'Indulgenza plenaria fu istituzionalizzata con i Giubilei che si diffusero in tutta la cristianità a causa dei pellegrinaggi collettivi. Da qui il significato originale del Giubileo cristiano che è un'indulgenza plenaria (condono di tutte le pene) elargita dal Papa.
Il primo Giubileo Cristiano fu indetto da Bonifacio VIII nel 1300, al compimento del secolo come festa centenaria. Nella bolla pontificia era prevista la visita alla basiliche dei SS. Pietro e Paolo. Nel 1350 l’obbligo della visita fu estesa a San Giovanni in Laterano e nel 1390 a S. Maria Maggiore, cosicché d'allora in poi, per ottenere le indulgenze fu necessario visitare la basilica 20 volte in almeno tre giorni diversi, considerati come il periodo di permanenza minimo in Roma per lucrare le indulgenze.

Altri Giubilei si susseguirono nella storia: nel 1343 Papa Benedetto XII da Avignone lo stabilì ogni 50 anni; Urbano VI volle che fosse tenuto ogni 33 anni in riferimento all'età di Gesù; Sisto IV riporto il Giubileo alla scadenza di 25 anni, chiamandolo per la prima volta "Anno Santo".
Questo fu mantenuto fino agli inizi del XIX sec., quando fu indetto da Leone XVI nel 1825 a 50 anni dal precedente. Da quel momento si è rimasti fedeli a questa scadenza. L'ultimo è stato quello del 1983 inaugurato da Giovanni Paolo II per i 1950 anni della Redenzione. Quello del 2000 sarà il 28' della storia, indetto dallo stesso Papa nella lettera apostolica "Tertio Millennio Adveniente", e a differenza dei precedenti coinciderà con l'inizio del nuovo millennio.

Oltre ai giubilei ordinari del secolo XVI si sono avuti giubilei straordinari promulgati dal Papa per ragioni speciali e in determinati luoghi. Uno di essi è il Giubileo Compostelliano perché celebrato per speciale privilegio nella città di Compostela in Spagna, nella diocesi di San Giacomo, quando il 25 luglio, celebrazione del martirio di San Giacomo, cade di domenica. Per cui il 1999, terzo anno di preparazione al Giubileo del 2000, anno dedicato al Padre, sarà anche Anno Santo Compostelliano.
Che senso ha il Giubileo per noi cristiani d’oggi? E un momento per ringraziare Dio dei doni ricevuti, per pregare per l'unità della Chiesa e per l'evangelizzazione del mondo odierno. E’ un dono divino che impegna tutti ad essere fedeli seguaci di Cristo.

Come Dio ha mandato Cristo che, donandosi tutto a noi, ha operato la remissione totale e inaugurato il Giubileo dell'amore, della bontà e giustizia per tutti, allo stesso modo ciascun cristiano, che riceve dal Padre la remissione, il condono dei peccati, dev'essere capace di donare ai propri fratelli la remissione cioè il perdono e la riconciliazione in una dimensione universale. Questo tempo di grazia si concretizza lucrando l'indulgenza plenaria elargita dal Papa con un Pellegrinaggio a Roma o in uno dei Santuari cui è stata concessa e osservando tutte le prescrizioni definite sulla bolla Pontificia Incarnationis mysterium".

Un cerimoniale legato all’Anno Santo è quello dell'apertura della Porta Santa; essa, infatti, verrà smurata la notte di Natale del 1999 dal Papa che, come un pellegrino, la percuote con un martello d'argento.
Questo cerimoniale simboleggia la salvezza, l'accesso alla grazia divina e richiama alla mente dei pellegrini la parola di Gesù “ Io sono la Porta; chi entra in me sarà salvato”. Tale porta rimarrà aperta durante l’intero Anno Santo e sarà chiusa dallo stesso Papa il 6 gennaio 2001.


{xtypo_stiky}VERSO IL GIUBILEO DEL 2000 - Scuola Media Statale Mozzillo Iaccarino - Manfredonia - A. D. 1999{/xtypo_stiky}